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  18   .   L'opposizione  alla  Restaurazione    e   l'eredit   della
Rivoluzione francese.
  
  Da:   E.  J.  Hobsbawm,  Le  rivoluzioni  borghesi,  1789-1848,   Il
Saggiatore, Milano, 1963.
     
         La  restaurazione  dell'assolutismo monarchico-nobiliare,  in
         quanto   decisamente  inadeguata  rispetto  alle   condizioni
         economiche   e   sociali   del   continente,   determin   un
         malcontento cos
         
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         acuto   da   rendere   inevitabile   tutta   una   serie   di
         sollevazioni.  Queste per assunsero carattere rivoluzionario
         perch  adottarono  precisi modelli  politici:  quelli  della
         Rivoluzione  francese. In essi lo storico inglese  Eric  John
         Hobsbawm  individua le matrici delle tre principali  tendenze
         dell'opposizione  alla Restaurazione:  il  modello  elaborato
         nel  corso  degli  anni 1789-1791, che aveva  il  suo  ideale
         nella  monarchia costituzionale di tipo britannico, ispir  i
         liberali  moderati;  la  costituzione  del  1793,  fondamento
         ideale  di  una  repubblica democratica, fu il modello  della
         corrente radical-democratica; le sollevazioni giacobine post-
         termidoriane  e  soprattutto la "congiura  degli  eguali"  di
         Babeuf stimolarono l'opposizione di orientamento socialista.
     
A   differenza  delle  rivoluzioni  degli  ultimi  anni   del   secolo
diciottesimo,  quelle  del  periodo postnapoleonico  furono  volute  o
addirittura preparate. Perch l'eredit pi formidabile lasciata dalla
Rivoluzione francese fu l'insieme dei modelli e dei programmi che essa
forn  ai  ribelli  di  tutti i paesi. Questo non  vuol  dire  che  le
rivoluzioni   del  1815-1848  fossero  unicamente   opera   di   pochi
sobillatori in mala fede, come le spie e gli sbirri di quel periodo  -
una  categoria di cui si faceva larghissimo uso - pretendevano di  far
credere  ai  loro superiori. Esse avvennero perch i sistemi  politici
che  avevano ripreso a dominare in Europa erano sempre pi inadeguati,
in  quel  periodo  di rapide trasformazioni sociali,  alle  condizioni
politiche del continente, e perch il malcontento economico e  sociale
era tanto acuto da rendere praticamente inevitabile tutta una serie di
sollevazioni. Ma i modelli politici creati dalla Rivoluzione del  1789
servirono  a  dare  al  malcontento un indirizzo specifico,  a  mutare
l'agitazione in rivoluzione, e soprattutto a unire tutta  l'Europa  in
un  unico  movimento - o forse sarebbe meglio dire una corrente  -  di
sovversione.
     I   modelli   erano  diversi,  anche  se  tutti  erano  scaturiti
dall'esperienza  compiuta dalla Francia tra il 1789 e  il  1797.  Essi
corrispondevano alle tre tendenze principali dell'opposizione dopo  il
1815:   quella  liberale  moderata  (o,  in  termini  sociali,  quella
dell'alta  borghesia  e dell'aristocrazia liberale),  quella  radical-
democratica (o, in termini sociali, quella della piccola borghesia, di
una  parte  dei nuovi proprietari di fabbriche, degli intellettuali  e
delle  classi  gentilizie insoddisfatte) e quella  socialista  (o,  in
termini  sociali, quella dei "lavoratori poveri" o delle nuove  classi
operaie  industriali). Etimologicamente, sia detto per  inciso,  tutte
queste   tendenze  riflettono  l'internazionalismo  di  quel  periodo:
"liberale"    un  termine di origine franco-spagnola,  "radicale"  di
origine  britannica,  "socialista" di  origine  anglo-francese;  anche
"conservatore"    in parte di origine francese, ed   un'altra  prova
della strettissima correlazione esistente tra la politica britannica e
quella  continentale nel periodo del Reform Bill [legge per la riforma
del  sistema  elettorale varata in Inghilterra  nel  1832].  Il  primo
modello  si  ispirava alla Rivoluzione del 1789-1791;  il  suo  ideale
politico  era  quel tipo quasi britannico di monarchia costituzionale,
con un sistema parlamentare basato su requisiti patrimoniali, e quindi
oligarchico, che era stato introdotto dalla Costituzione  del  1791  e
che  divenne,  dopo il 1830-1832, il tipo standard di costituzione  in
Francia,  in  Gran  Bretagna  e in Belgio. L'ispirazione  del  secondo
potrebbe  benissimo attribuirsi alla Rivoluzione del 1792-1793,  e  il
suo  ideale  politico  -  una repubblica democratica,  con  una  certa
tendenza  allo  "Stato assistenziale" e una certa animosit  contro  i
ricchi  - corrisponde alla Costituzione ideale giacobina del 1793.  Ma
poich   i   gruppi   sociali  favorevoli  alla  democrazia   radicale
costituivano un insieme confuso e male assortito,  difficile dire con
precisione  quale fosse il modello fornito dalla Rivoluzione  francese
cui  essi  si ispiravano. In questa forma di democrazia si combinavano
infatti  elementi che nel 1792-1793 si sarebbero chiamati  girondismo,
giacobinismo  e  persino  sanculottismo, ma meglio  rappresentato  era
forse  il  giacobinismo della Costituzione del 1793.  Ad  ispirare  il
terzo   modello  furono  la  Rivoluzione  dell'Anno   secondo   e   le
sollevazioni  post-termidoriane,  soprattutto  la  Cospirazione  degli
Uguali di Babeuf, l'importante insurrezione dei Giacobini estremisti e
dei  primi  comunisti, che segna in politica l'inizio della tradizione
comunista moderna. Nacque dal sanculottismo e dal robespierrismo
     
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     di  sinistra, ma dal primo non eredit che il forte odio  per  la
borghesia  e  per  i  ricchi. Politicamente il modello  rivoluzionario
babuvista seguiva la tradizione di Robespierre e di Saint-Just.
     Dal  punto  di vista dei governi assoluti questi movimenti  erano
tutti  ugualmente  sovvertitori della stabilit e dell'ordine,  bench
alcuni fossero pi degli altri intenzionalmente votati alla diffusione
del  caos,  e  alcuni  fossero pi degli altri  pericolosi  in  quanto
maggiormente capaci di infiammare le masse ignoranti e impoverite. Per
questo  nel 1830 la polizia segreta di Metternich dedic un'attenzione
che  oggi ci sembra sproporzionata alla diffusione delle Paroles  d'un
croyant di Lamennais [Flicit-Robert de Lamennais, uno dei principali
esponenti  del  cattolicesimo liberale], del 1834,  che,  parlando  il
linguaggio   cattolico  ordinariamente  apolitico,  avrebbero   potuto
esercitare  un  richiamo su chi non prestava ascolto  alla  propaganda
apertamente  atea.  In  realt, comunque, i movimenti  di  opposizione
erano uniti tra loro solamente dall'odio comune per i regimi del  1815
e  dalla  tradizionale solidariet che legava tutti quelli  che  erano
contrari, per qualunque motivo, alla monarchia assoluta, alla Chiesa e
all'aristocrazia. La storia del periodo che va dal 1815 al 1848    la
storia della disgregazione di questa unit.
